Associazioni, nuovi club iscritti all'Albo

There are no translations available.

Presidenti delle associazioni abruzzesi di Cuba e DetroitNella terza e ultima giornata dei propri lavori il Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram) ha provveduto, come di consueto, a iscrivere all’Albo regionale le associazioni di abruzzesi che ne hanno fatto richiesta, documentando ciò che prescrive l’articolo 15 della legge regionale 47/2004.



I paletti sostanziali da superare sono: avere tre anni di attività documentata a favore della comunità dove opera l’associazione, essere riconosciuti dal Consolato competente, essere un’associazione senza fine di lucro, apartitica e democratica e avere almeno 50 soci.

Quest’anno il Cram ha iscritto tre sodalizi in paesi dove già esistono altre associazioni, federazioni e loro rappresentanti nel Cram, come quelle di Valcarce in Argentina, Salvador de Bahia in Brasile e il Roccamorice social club di Toronto (Canada), più tre associazioni in paesi dove non vi erano organizzazioni abruzzesi: la “Francesco Federico Falco” di Santiago de Cuba, il primo club spagnolo di Saragoza e quello di Stoccolma in Svezia. Queste ultime due “con riserva” per non aver ancora raggiunto il numero minimo di 50 soci abruzzesi, come previsto dalla legge 47.

Trattandosi di nuovi paesi entranti, il vicepresidente Cram Franco Santellocco ha fatto approvare una mozione nella quale s’invitano le associazioni a completare le iscrizioni entro tre mesi tenendo anche conto che la bozza di riforma della legge che regolamenta l’emigrazione abruzzese - pure discussa dalla Consulta - abbassa a 20 il numero minimo di soci per le associazioni nei paesi dove non ve n’è nessuna.

Questa bozza ricalca sostanzialmente il disegno di legge già presentato nella precedente legislatura dai tre ex consiglieri regionali del Cram, l’ex assessore al ramo Donato Di Matteo e i colleghi Giuseppe Tagliente e Camillo Cesarone.

La riforma giaceva in Commissione Bilancio e con la caduta prematura della precedente Giunta regionale non fece in tempo ad arrivare in aula per l’approvazione. Di Matteo volle fortemente questa riforma proprio perché, fra l’altro, facilitava l’ingresso delle associazioni nei nuovi Paesi di emigrazione (solo 20 soci e senza attendere i tre anni di attività), sul quale il suo ex staff ha lavorato molto, unitamente all’avvio della creazione di un anagrafe regionale degli abruzzesi nel mondo. Dai dati che cominciavano con lentezza (e molte resistenze) ad arrivare dagli uffici Aire dei Comuni abruzzesi, era infatti possibile estrapolare nominativi di corregionali trasferitisi in paesi dove non c’erano associazioni.

Questi primi tre sodalizi iscritti all’Albo, infatti, si sono costituiti proprio grazie allo stimolo proveniente dal Cram 2005-2008. Il primo a costituirsi è stato il club di Saragoza, il cui presidente è Mirko Razzi, figlio dell’onorevole Antonio, ex consigliere Cram espresso dalla Svizzera. Razzi padre è sposato con la signora Maria, spagnola di Leon e il loro figlio Mirko si è trasferito dalla Svizzera in Spagna una decina di anni fa, dove fa l’imprenditore ed è sposato con la giovane iberica Monica Rodriguez.

A Cuba è stata invece fondata la seconda associazione, grazie all’impegno (non facile) di Antonio De Fabritiis (nella foto con Gino Di Carlo, nel Cram per gli abruzzesi di Detroit), personaggio noto per essere stato segretario regionale della Cisl Funzione pubblica e (per ben due mandati) presidente dell’Inps di Pescara.

De Fabritiis ha poi scelto Cuba come Paese dove vivere da pensionato: in vacanza a Santiago ha conosciuto e sposato Sandra Estevez, storica dell’Oficina dell’Historiador (tipo sovrintendenza ai beni culturali) della seconda città cubana.

De Fabritiis si è subito attivato organizzando importanti convegni e ricerche sulla storica presenza italiana nella principale isola delle Antille e soprattutto pubblicando insieme alla moglie un libro sulla sconosciuta figura di “Francesco Federico Falco – L’altro eroe dei due mondi”.

Falco, infatti, fu un medico originario di Penne (Pescara) dove nacque nel 1866. Fervente mazziniano e giornalista, guidò il gruppo di italiani (fra cui Giovanni Bovio) che nel 1898 andò a Cuba a sostenere la Rivoluzione del “Libertador” cubano Josè Martì per dichiarare l’Isola indipendente dalla colonizzazione spagnola.

Falco fu comandante medico dell’esercito di liberazione. Nel 1903, il rivoluzionario abruzzese fu nominato console cubano a Genova prima e Amburgo poi nonché ministro plenipotenziario di Cuba in quell’Istituto che oggi sarebbe la Fao di Roma. L’instabilità dei governi cubani lo costrinsero a rimanere in Italia in povertà e nel fascismo. L’Eroe abruzzese morì a Livorno nel 1944.

Se nel frattempo non sarà riformata la legge 47 difficilmente sarà confermata, invece, l’iscrizione dell’Associazione abruzzesi di Svezia, guidata dal menestrello aquilano Luciano Mastracci, che in tre anni di attività ha registrato appena 29 soci (dei 50 necessari entro tre mesi) fra i diversi corregionali residenti nel paese scandinavo. A questo giro non ce l’ha ancora fatta a iscriversi l’associazione costituita in Paraguay, guidata dalla “presidenta” Anna Fantilli.

Per il resto sappiamo che sono da poco attivi altri due club in Spagna (Madrid e Isole Baleari, guidata da Alexa Racciatti), a Bucarest (Romania, costituita da Claudio Teseo di Montesilvano) e Colombia. Quest’ultima come “Sezione Abruzzo” dell’Associazione italiani, coordinata dal tesoriere Guido Presutti (originario di Pratola Peligna) che vive a Cartagena.

Infatti, la Regione Abruzzo riconosce come associazioni anche quelle “italiane” purché all’interno del sodalizio ci siano almeno 50 soci abruzzesi e il coordinatore abbia potere di firma e di rappresentanza verso la Regione (per esempio vicepresidente).

Costituenti associazioni risultano in Olanda (la chef Antonella Barbella di Lanciano), in Messico (Paolo De Francesco di Atessa, direttore della “Dante Alighieri” di Monterrey) e nella “sperduta” Cina (Adriana Ranalli di Pescara).

Nonostante l’aiuto che a suo tempo il Cram inviò a chi si prese l’onere di tentare di riunire abruzzesi in club, non è facile costituirli perché gli elenchi Aire disponibili non sono completi di e-mail e telefoni e pochi di coloro che si trasferiscono nei nuovi paesi di emigrazione sentono forte il richiamo alle radici che sono la forza sulla quale si fonda l’associazionismo. Perché per i nuovi emigrati (che aumentano sempre di più dall’Italia) il distacco non è stato doloroso come capitò fino al Dopoguerra: oggi chi emigra lo fa per scelta o per lavoro, la cosiddetta “fuga dei cervelli” o di imprenditori che de localizzano le proprie attività.
Pierluigi Spiezia



Addthis

Cucina italiana

article thumbnailPallotte cac'e ove

There are no translations available.

INGREDIENTI per 4 persone

Per le pallotte
Pane raffermo 300 gr
Pecorino 300 gr
Latte 1 bicchiere
4  [ ... ]


altre ricette